Calalzo – Il lago delle Tose e le cascatelle di Lagole

Lago delle Tose a Calalzo di Cadore

Un piccolo specchio d’acqua tra cascatelle e rocce che sembra uscito da un racconto delle fate: il Lago delle Tose a Calalzo.

Il percorso in breve

  • Percorso a piedi
  • Tempo: 15 minuti
  • Dislivello: pochi metri
  • Adatto a tutte le età
  • Passeggino: no
  • Attrezzato per pic-nic: sì
  • Ristoranti e Bar: sì
  • Parcheggio: sì
  • Acqua lungo il percorso: sì

A Calalzo di Cadore, dopo una piccola passeggiata nel bosco si arriva al Lago delle Tose, un piccolo specchio d’acqua noto fino dall’epoca romana per le caratteristiche termali e i benefici delle sue acque. La località è nota con il nome Lagole e si raggiunge scendendo in auto dalla statale a Calalzo di Cadore, seguendo le indicazioni che portano alla stazione ferroviaria.

Con l’auto si può scendere fino al Lago di Centro Cadore, un grande lago artificiale che da Pieve di Cadore arriva fino a Domegge. Prima di arrivare al lago c’è un piccolo parcheggio ma non sarà difficile trovare un posto dove lasciare l’auto, da dove si prosegue scendendo di qualche metro verso il lago.

Anche la zona del Lago di Centro Cadore merita una passeggiata o un pic-nic. Sulla riva del Lago, dove si pratica la pesca sportiva, c’è un attrezzato chalet e delle aree da picnic tra i pini.

Lago di mezzo Cadore

Verso il Lago delle Tose

Proprio in questa parte finale del Lago di Centro Cadore, troverai un percorso che porta verso il bosco e sale leggermente, contrassegnata da alcune scale e parapetti in legno proprio all’inizio del percorso. Si cammina per poche centinaia di metri in mezzo alla vegetazione, un sentiero molto semplice e carino. Dopo circa 10 muniti si apre un’area dove i pini sono più radi e sulle rocce scorre tantissima acqua che da forma alle famose Cascatelle di Lagole.

E’ uno spettacolo bellissimo: la poca pendenza delle rocce permette di attraversare anche le cascatelle con agilità, ma la vera sorpresa è quando si arriva a scorgere il piccolo laghetto delle Tose, una piscina naturale formatasi in una vasca rocciosa.

Tutta questa area  faceva parte di un complesso religioso legato al culto delle acque minerali, note da almeno 2.500 anni per le loro proprietà terapeutiche. Già in età romana venivano a Lagole per immergersi in queste acque ed effettuare l’abduzione del corpo. In alcuni punti infatti, oltre al colore ferruginoso, è possibile sentire anche il tipico odore di zolfo.

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Immergersi nel Laghetto delle Tose

Alle sorgenti Termali di Lagole è possibile fare il bagno. Le sue acque mantengono le stesse proprietà curative di un tempo: stimolano l’attività dello stomaco, aiutano la diuresi ed essendo l’acqua ricca di magnesio agevola il transito intestinale; in via inalatoria è ottima per curare riniti e sinusiti; con bagni e fanghi, elimina reumatismi e problemi osteo-articolari. Inoltre si ritiene che questa acqua abbia il potere di cicatrizzare le ferite, una convinzione radicata fin dall’antichità: nell’area sono state trovate diverse statuette votive raffiguranti guerrieri muniti di lancia come richiesta di preghiera o in segno di ringraziamento per l’avvenuta guarigione.

Perché si chiama Lago delle Tose?

In dialetto veneto “tose” significa “ragazze”, quindi tradotto il nome sarebbe: Lago delle Ragazze. Ma la leggenda da cui prende il nome questo piccolo e prezioso lago è tutt’altro che felice.

“Si narra che molto tempo fa le fanciulle del luogo si immergessero nelle acque del lago per conservare l’eterna giovinezza. La loro bellezza suscitò l’invidia delle Anguane, creature dell’acqua in parte simili a una ninfa. Un giorno le streghe Anguane assalirono le fanciulle che stavano facendo il bagno, mentre i loro uomini erano a caccia. Le colpirono tutte a morte, inclusa la bellissima Bianca figlia del capo del villaggio.

Quando gli uomini si accorsero di quanto accaduto decisero disperati di trasportare i corpi delle donne verso la montagna per la sepoltura. Ma il dio del lago, in segno di compassione verso le “tose”, trasformò ogni goccia di sangue che cadeva a terra in piccoli fiori rosa e profumati, poi tramutò gli uomini in pietra in modo che nessuno potesse disturbare il sonno di Bianca. Le Anguane si rifugiarono nelle grotte ma non poterono sfuggire alla vendetta del dio, che avvelenò l’acqua del lago uccidendole tutte. La valle piombò in un silenzio irreale e un istante dopo l’acqua riacquistò i suoi poteri benefici.”

Link utili e bibliografia:

La leggenda del Lago delle Tose

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